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Prigionieri di una bolla: come i social e il cervello filtrano la nostra realtà.
Ti sei mai chiesto cosa c'è nel feed social dei tuoi amici?
TI chiedi mai se ciò che tu vedi e percepisci è uguale anche per altre persone?
Oggi mi sono fatto queste domande.
Nell'ultimo periodo ho sviluppato Milo, un assistente digitale che ti aiuta a semplificare la gestione dell'HACCP.
Da quando ho iniziato a fare ricerche sui miei competitor, sono inondato di post e storie sponsorizzate di miei competitor.
Da una parte è utile, dall'altra ho pensato:"Spuntano come funghi!".
Ho avuto l'impressione che tutti stessero facendo questo.
E ho la stessa percezione anche in altri ambiti.
Al giorno d'oggi ho l'impressione che tutti ormai conoscano e sappiano usare l'intelligenza artificiale.
Sembra che tutti producano contenuti per farsi conoscere.
Ma la realtà è ben diversa.
Solo una parte di persone lo fa.
Solo una parte di persone usano l'intelligenza artificiale.
Allora mi è rivenuto in mente di quando volevo comprare la macchina.
Mi piaceva l'Opel Mokka e la vedevo ovunque.
Ho scoperto che questo fenomeno si chiama "Fenomeno di Illusione".
È un meccanismo difensivo che il nostro cervello, in particolare il Sistema di Attivazione Reticolare, anche detto RAS, attua per proteggerci da un sovraccarico di informazioni.
È come se filtrasse solo quello che è importante per noi.
Quindi se siamo interessati alla Opel Mokka, ci filtrerà tutte le altre auto rendendole ordinarie e non meritevoli della nostra attenzione.
È un meccanismo biologico molto potente, che esiste da millenni.
Ma qual è il problema?
Il problema è che i social sfruttano questo meccanismo per tenerci ancorati alle piattaforme.
Se ci piacciono le scarpe e le borse, avremo un feed invaso da contenuti legati a questo tema.
Ma vale lo stesso anche per le opinioni, per la politica e tutti i nostri interessi in generale.
Ancora più grave è poi il fatto che, usando l'intelligenza artificiale per un confronto, questa è quasi "programmata" per darci ragione, alimentando ancora di più la nostra sicurezza rispetto a particolari convinzioni.
Per cui, i pregiudizi di cui siamo tutti naturalmente vittima, finiscono per essere potenziati, estesi e condivisi e ci ritroviamo sempre di più racchiusi all'interno di una bolla.
Fantasticando, mi chiedevo quanto sarebbe figo poter avere un modo che mi permettesse di vedere il feed di qualcun altro, di starci dentro per un po' e contaminarmi.
Un po' come una sorta di "turismo cognitivo", come se rubassi il cellulare di qualcuno e potessi usarlo per vedere cosa trovo sul suo Instagram o sul suo TikTok.
Di sicuro non mi ci ritroverei, non lo sentirei "mio", ma magari scopro cose nuove.
E su questa idea mi sono chiesto anche:"Quali sono le tipologie di feed che vorrei vedere?".
Ho individuato 3 tipologie.
Il primo è quello di uno dei miei mentori, per capire che contenuti consumano le persone che sono dove vorrei arrivare, per capire cosa pensano, quali credenze hanno.
Il secondo è quello di una persona dell'altra parte del mondo, che vive magari in condizioni completamente diverse dalle mie. Sarebbe bello perché avrei una visione completamente diversa, tanti problemi che magari oggi mi sembrano tali potrebbero essere nulla in confronto a ciò che affronta una persona di quell'area geografica.
Il terzo, infine, è quello di una persona che è molto spirituale, non nel senso religioso, ma che ha a che fare con tutte quelle pratiche come la meditazione, la riconnessione con se stessi, la vita lenta e tranquilla, il vivere nel qui e ora o magari approfondire tutte quelle pratiche un po' più esoteriche che alcune persone praticano.
E tu? Che tipo di feed vorresti esplorare?
Alla prossima,
Ivan